Archivio mensile:marzo 2017

31 Marzo 2017. Scorte e Magazzino.

Aaaaarghhhhh!!!! Ancora Gestione Magazzino!😩😩 Non ce la posso fare…ancora Fabio Zuccato!

Meno male che quei geni dei miei colleghi hanno portato delle birre opportunamente nascoste in qualche frigo della scuola…😉

E che birre! “PuntoG” e “SS46” di Birrificio Il Birrone!

La “SS46″ sicuramente la più buona Helles che ho ad oggi assaggiato. Fresca, profumata di fieno appena tagliato, miele e camomilla…ne avrei bevuto 2 litri”

La “PuntoG” invece è una Bock ambrata, mordida e dalla lieve carbonazione. Complessa al naso, con marcati sentori di tostatura, caffè e cioccolato.

Due ottime esponenti della “bassa fermentazione”..

Meno male..serata salvata in corner!

25 Marzo 2017. Enologia.

Ebbene si! Enologia! Docente Angelo Stefani, Agronomo e Sommelier.

No..davvero non posso descrivere le facce dei miei colleghi alla fine della giornata…ed in effetti non posso dar loro torto.

Avrei sperato in tutt’altra lezione, magari partendo proprio dai punti di contatto del mondo dei vini con quello delle birre, ad es.la fermentazione alcolica.

Invece…giornata che si è aperta con nozioni base di enologia (alè!!), cenni sulla agricoltura “Biodinamica” (vabbè..no comment!), viaggio (tentato in verità..) tra i vitigni e le DOGC italiane più importanti (ha saltato la Valle D’Aosta! Bucherò le gomme della sua auto per ritorsione!), degustazioni di 4 vini. Tutto molto interessante per chi si è iscritto ad un corso Professionale di Beer Sommelier!

E vabbuò! Rientro talmente stanco che non voglio infierire oltre…

18 Marzo 2017. La prima cotta..

E fu così che arrivò la prima “cotta“.

No, non quella del “Tempo delle mele”! Non quella di RichardSardensonmemoria! Non quella per Sophie Marceau (W la IGA!!)!

Ma la prima cotta con Nicola Coppe, homebrewer, “megasuperappassionatoesperto” di lieviti e batteri, protagonista del progetto “Asso di Coppe” del birrifico Bionoc.

Il nostro Docente ha preparato per noi studenti Beersommelier una ricetta ad hoc, in tema “San Patrick”. Ovvero una Imperial Stout che lui definisce “Chocolat“, forse per l’intenzione di aromatizzarla con fave di cacao crudo.

Preparato quindi il “Foglio di cotta” e la ricetta base andiamo in magazzino per la selezione dei malti.


I malti per la cotta saranno:

  • Pale malt, Maris Otter
  • Chocolate malt
  • Carafa Special
  • Cararoma

Vengono aggiunti anche fiocchi di avena. Fatta la selezione e macinato il tutto, carichiamo il tino di ammostamento (24lt) e portiamo a temperatura di 65C.

Il profumo che si sprigiona è promettente!

Il tempo di ammostamento è calcolato in 90 minuti. Abbastanza per farci qualche birretta tra colleghi.

In breve: misura del Ph, correzione dello stesso, verifica della densità, aggiunta dei luppoli, filtrazione e lavaggio delle trebbie, bollitura.

Inoculo dei lieviti…e la nostra prima cotta è pronta! Adesso non ci resta che seguirla passo passo..Stay tuned!

17 Marzo 2017. Digressioni sulle birre artigianali con Simone Monetti.

Il Docente di questa sera è un personaggio ben noto a tutti quelli che si interessano di birra: Simone Monetti, birraio e direttore generale operativo dell’Associazione UnionBirrai , associazione che si pone come scopo la promozione della cultura della birra artigianale in Italia.

La serata promette quindi molto bene visto il “peso” del Docente.

Ed infatti chi meglio di lui poteva disegnarci un quadro preciso di quello che attualmente è il movimento brassicolo in Italia, con tutte le sfaccettature, i numeri, i successi e le delusioni dovute alle mancate aspettative.

Ho apprezzato moltissimo l’oggettività con cui si è posto alla classe, cosa che fino ad ora ho trovato abbastanza raramente nei docenti sin qui intervenuti (almeno quelli legati a forza al mondo brassicolo).

Con il rischio di smontare il nostro entusiasmo, infatti, ha messo in evidenza gli aspetti meno “utili” per il movimento delle birre artigianali che, a quanto mi pare di capire, rischia di peccare talvolta di eccessiva “sopravvalutazione” del proprio prodotto.

Questo atteggiamento non può che trovarmi d’accordo, poichè anche io penso che non esiste alcuna supremazia a priori delle birre artigianali sulle industriali.

E’ per questo che ritengo che la domanda posta dal Docente (“La birra artigianale è moda?”) sia quanto mai azzeccata.

Una birra artigianale qualsiasi non è necessariamente migliore di una birra industriale qualsiasi e viceversa (poi dipende, come sempre, dai punti di vista..).

Però è anche vero che la potenzialità del “movimento” è pazzesca! Bisogna solo riconoscerne i limiti e cercare di superarli. Peccare di “spocchia” è il rischio più concreto e pericoloso a mio avviso (spero che non mi senta nessun “NaziBirraio” e di arrivare vivo fino a domani…).

Per il resto si è parlato di normativa, burocrazia e, nota più dolente, di accise.

Un sistema più “snello”, in effetti, gioverebbe senza alcun dubbio a tutto il movimento, così come una più equa distribuzione delle accise, sia in Italia che all’estero, dove permangono soluzioni che mi sembrano abbastanza “cervellotiche”e che rischiano di minare la capacità di competere con mercati che storicamente sono più consolidati del nostro.

In definitiva, mi è parso di capire che il “movimento” è ancora un affare tutto italiano, che non desta nessun particolare interesse in Europa se non una appena accennata curiosità. Sicuramente non rappresenta un pericolo di “invasione”…

In fondo, i prodotti “craft” di riferimento rimangono sempre gli stessi e la domanda che il consumatore finale potrebbe porsi è la solita: perchè se ho voglia di una Ale in stile Belga dovrei scegliere un birrificio italiano a rischio che mi costi di più e a scapito dell’affidabilità e della riconoscibilità del prodotto?

Vado a farmi una birretta…và..che è meglio! Il mio percorso da Beersommelier è ancora troppo impervio per perdermi in queste “masturbazioni cervellotiche”.

La “70” di Birrificio Math.

E quattro! La 70 di Birrificio Math.

Ancora una simpatica etichetta, ancora una citazione di Leo Ferre: “La felicità è una rapina permanente”. Mmmm…Leo Ferre’…Mathieu Ferre’..Castellina in Chianti…

Forse che forse comincio a capire. Che lo scomparso cantautore e il birraio siano parenti? Bhe..se non ne parlo con lui non lo saprò mai.

Comunque, ritornando alla mia birretta, vedo che si presenta di colore tra arancio e dorato, abbastanza velato, con piccole particelle di lievito in sospensione; la schiuma, di color avorio, pur cremosa, non è tanto persistente e nemmeno abbondante.

Al naso, invece, è intensa, con un buon livello di pulizia: netta la speziatura, con una bella nota di pepe in evidenza; evidenti sentori di pesca ed albicocca, curaçao, banana ed arancio, tipicità dello stile Belgian Ale.

In bocca, si percepisce subito una solida base maltata, come di biscotto. Successivamente ritornano note di curaçao e spezie. Si chiude con un finale amaro erbaceo ed una leggera note di scorza di limone.

Vivacemente carbonata, forse un po’ troppo, tanto da coprire gli aromi in bocca, ha nel corpo sovrabbondante un limite a mio avviso.

Mi ha comunque lasciato un lungo e persistente retrogusto amaro, di buona intensità, erbaceo e leggermente fruttato.

In definitiva discretamente pulita ma non esattamente equilibrata in bocca, con una presenza forse un po’ troppo decisa di spezie/curaçao.

Stasera l’ho abbinata a delle verdure grigliate.

10 Marzo 2017. Igiene sul lavoro.

E torna Apostolidis. Simpaticissimo e preparatissimo per carità. Ma continuo a non capire come è stata costruita la scaletta delle lezioni.

Ho l’impressione che tutto quello che avremmo dovuto fare alla fine del corso lo stiamo facendo all’inizio. Mah..

Comunque, per la cronaca…stasera si è parlato di etichettatura degli alimenti…

Un altro week end come lo scorso? Sperem…

 

Birrificio Math.

Stasera “filotto” con selezione di Birrificio Math di San Donato in Poggio!

Ecco la prima! “La 10.000”, Imperial IPA di Birrificio Math.

Intanto, cazzeggiando sul web, scopro che il nome della birra è riferito all’anno 10.000, “anno in cui le relazioni umane saranno autentiche”. Boh..ok..mi fido.😬

Però noto anche che la home page del sito del Birrificio esordisce con un confortante (per me..) “Il conforme è abbietto”! Waw! Sento già di amare il Birraio!

Alla vista si presenta color ambrato con riflessi tendenti all’arancio. Non male e mi sembra promettere bene.

All’olfatto, però, le mie aspettative sono un po’ tradite, in quanto tarda ad arrivarmi quell’esplosione di luppolo che attendevo. È comunque gradevole, con sentori tropicali di mango. Percepisco, in fondo, anche la nota eterea che mi annuncia una buona alcolicità.

Infatti in bocca l’attacco è amaro come previsto ma è forte la sensazione “warming”. Tuttavia mi sembra non troppo squilibrata e si lascia bere volentieri. L’amaro rimane comunque di buona persistenza.

E due! ChaNick di Birrificio Math.

Il produttore deve tenere particolarmente a questo prodotto se ha scelto il nome pensando ai propri figli (Charlotte e Nicolas).

Il colore è ambrato e la schiuma di color avorio, morbida ma non particolarmente persistente.

Al naso non è troppo intensa, si sente la nota fruttata del Cascade, in particolare pompelmo e frutta tropicale.

In bocca l’attacco è dolce, con un rimando a note di miele, con la nota luppolata che torna subito dopo ad equilibrare le sensazioni. La carbonazione non troppo aggressiva.

Buona persistenza retrolfattiva. Ottima la beva.

“La lucidità me la tengo nelle mutande” è una frase che mi piace molto, come tutto il progetto grafico d’altronde. Credo sia una citazione de “La solitudine” di Leo Ferre’..non so.

Un giorno lo chiederò al birraio..

E due! ChaNick di Birrificio Math.

Il produttore deve tenere particolarmente a questo prodotto se ha scelto il nome pensando ai propri figli (Charlotte e Nicolas).

Il colore è ambrato e la schiuma di color avorio, morbida ma non particolarmente persistente.

Al naso non è troppo intensa, si sente la nota fruttata del Cascade, in particolare pompelmo e frutta tropicale.

In bocca l’attacco è dolce, con un rimando a note di miele, con la nota luppolata che torna subito dopo ad equilibrare le sensazioni. La carbonazione non troppo aggressiva.

Buona persistenza retrolfattiva. Ottima la beva.

“La lucidità me la tengo nelle mutande” è una frase che mi piace molto, come tutto il progetto grafico d’altronde. Credo sia una citazione de “La solitudine” di Leo Ferre’..non so.

Un giorno lo chiederò al birraio..

E tre! La 27 di Birrificio Math.

« Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. »

Il produttore deve essere fissato con gli anarchici, visto che, dopo la citazione di Leo Ferre’, stavolta ad essere celebrato è il “27” ovvero l’anno dell’uccisione di Sacco e Vanzetti la cui storia è nota. Boh? Chiederò prima o poi..

Classica Dry Stout di colore marrone scurissimo con riflessi mogano. Schiuma color cappuccino, abbondante, ma anche di fattura grossolana e poco persistente. Al naso intense note tipiche da Stout: cioccolato, liquirizia, frutta secca, caffè.

In bocca la carbonazione mi pare appena sopra il limite accettabile per lo stile, tanto da sovrastare gli aromi e rendere il corpo fin troppo esile. La immagini vellutata e invece risulta impalpabile ed evanescente.

Peccato, perché nel finale tornano le note tostate e di cacao amaro, con un tocco amaro dato anche dai malti e una sfumatura etilica che non disturba.

Abbastanza sfuggente la sensazione retrolfattiva.

Da notare:
1° Posto Birra dell’anno 2015 Cat. 12. Scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione angloamericana.

La quarta ve la racconto un’altra volta…burp!

 

 

 

 

04 Marzo 2017. Web marketing e Sicurezza.

Ieri sera “Gestione del magazzino”..oggi al mattino “Web marketing”..al pomeriggio “Sicurezza sul lavoro…e le degustazioni???? Come mi manca lo scorso week end con Kuaska!

Comunque…

Alberto Riolfo è il Docente di web marketing. Un ragazzo simpatico e preparato che mi ha dato un sacco di spunti interessanti per migliorare la visibilità della pagina facebook e del blog.

Interessante è stata la spiegazione sul funzionamento di una pagina facebook. Davvero non sapevo tante cose..

Al pomeriggio lezione con Irene Faggian. Argomento: Sicurezza sul Lavoro!!

Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!! Non ne posso più! Ne ho fatti milioni, a saperlo avrei saltato volentieri a piè pari questo week end.

Credo che anche qualcun altro dei miei colleghi borbotti sul programma del corso, che non da (almeno fino ad adesso..) la possibilità di programmare la presenza alle lezioni in funzione degli argomenti e degli impegni di ciascuno.

L’idea è di convocare al più presto un incontro con il Responsabile di Corso.

Rientro a casa…anzi no..mi fermo a Mantova per la gara di domani.

le degustazioni me le farò da solo..