Archivi categoria: Recensioni Birre

La “70” di Birrificio Math.

E quattro! La 70 di Birrificio Math.

Ancora una simpatica etichetta, ancora una citazione di Leo Ferre: “La felicità è una rapina permanente”. Mmmm…Leo Ferre’…Mathieu Ferre’..Castellina in Chianti…

Forse che forse comincio a capire. Che lo scomparso cantautore e il birraio siano parenti? Bhe..se non ne parlo con lui non lo saprò mai.

Comunque, ritornando alla mia birretta, vedo che si presenta di colore tra arancio e dorato, abbastanza velato, con piccole particelle di lievito in sospensione; la schiuma, di color avorio, pur cremosa, non è tanto persistente e nemmeno abbondante.

Al naso, invece, è intensa, con un buon livello di pulizia: netta la speziatura, con una bella nota di pepe in evidenza; evidenti sentori di pesca ed albicocca, curaçao, banana ed arancio, tipicità dello stile Belgian Ale.

In bocca, si percepisce subito una solida base maltata, come di biscotto. Successivamente ritornano note di curaçao e spezie. Si chiude con un finale amaro erbaceo ed una leggera note di scorza di limone.

Vivacemente carbonata, forse un po’ troppo, tanto da coprire gli aromi in bocca, ha nel corpo sovrabbondante un limite a mio avviso.

Mi ha comunque lasciato un lungo e persistente retrogusto amaro, di buona intensità, erbaceo e leggermente fruttato.

In definitiva discretamente pulita ma non esattamente equilibrata in bocca, con una presenza forse un po’ troppo decisa di spezie/curaçao.

Stasera l’ho abbinata a delle verdure grigliate.

Birrificio Math.

Stasera “filotto” con selezione di Birrificio Math di San Donato in Poggio!

Ecco la prima! “La 10.000”, Imperial IPA di Birrificio Math.

Intanto, cazzeggiando sul web, scopro che il nome della birra è riferito all’anno 10.000, “anno in cui le relazioni umane saranno autentiche”. Boh..ok..mi fido.😬

Però noto anche che la home page del sito del Birrificio esordisce con un confortante (per me..) “Il conforme è abbietto”! Waw! Sento già di amare il Birraio!

Alla vista si presenta color ambrato con riflessi tendenti all’arancio. Non male e mi sembra promettere bene.

All’olfatto, però, le mie aspettative sono un po’ tradite, in quanto tarda ad arrivarmi quell’esplosione di luppolo che attendevo. È comunque gradevole, con sentori tropicali di mango. Percepisco, in fondo, anche la nota eterea che mi annuncia una buona alcolicità.

Infatti in bocca l’attacco è amaro come previsto ma è forte la sensazione “warming”. Tuttavia mi sembra non troppo squilibrata e si lascia bere volentieri. L’amaro rimane comunque di buona persistenza.

E due! ChaNick di Birrificio Math.

Il produttore deve tenere particolarmente a questo prodotto se ha scelto il nome pensando ai propri figli (Charlotte e Nicolas).

Il colore è ambrato e la schiuma di color avorio, morbida ma non particolarmente persistente.

Al naso non è troppo intensa, si sente la nota fruttata del Cascade, in particolare pompelmo e frutta tropicale.

In bocca l’attacco è dolce, con un rimando a note di miele, con la nota luppolata che torna subito dopo ad equilibrare le sensazioni. La carbonazione non troppo aggressiva.

Buona persistenza retrolfattiva. Ottima la beva.

“La lucidità me la tengo nelle mutande” è una frase che mi piace molto, come tutto il progetto grafico d’altronde. Credo sia una citazione de “La solitudine” di Leo Ferre’..non so.

Un giorno lo chiederò al birraio..

E due! ChaNick di Birrificio Math.

Il produttore deve tenere particolarmente a questo prodotto se ha scelto il nome pensando ai propri figli (Charlotte e Nicolas).

Il colore è ambrato e la schiuma di color avorio, morbida ma non particolarmente persistente.

Al naso non è troppo intensa, si sente la nota fruttata del Cascade, in particolare pompelmo e frutta tropicale.

In bocca l’attacco è dolce, con un rimando a note di miele, con la nota luppolata che torna subito dopo ad equilibrare le sensazioni. La carbonazione non troppo aggressiva.

Buona persistenza retrolfattiva. Ottima la beva.

“La lucidità me la tengo nelle mutande” è una frase che mi piace molto, come tutto il progetto grafico d’altronde. Credo sia una citazione de “La solitudine” di Leo Ferre’..non so.

Un giorno lo chiederò al birraio..

E tre! La 27 di Birrificio Math.

« Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. »

Il produttore deve essere fissato con gli anarchici, visto che, dopo la citazione di Leo Ferre’, stavolta ad essere celebrato è il “27” ovvero l’anno dell’uccisione di Sacco e Vanzetti la cui storia è nota. Boh? Chiederò prima o poi..

Classica Dry Stout di colore marrone scurissimo con riflessi mogano. Schiuma color cappuccino, abbondante, ma anche di fattura grossolana e poco persistente. Al naso intense note tipiche da Stout: cioccolato, liquirizia, frutta secca, caffè.

In bocca la carbonazione mi pare appena sopra il limite accettabile per lo stile, tanto da sovrastare gli aromi e rendere il corpo fin troppo esile. La immagini vellutata e invece risulta impalpabile ed evanescente.

Peccato, perché nel finale tornano le note tostate e di cacao amaro, con un tocco amaro dato anche dai malti e una sfumatura etilica che non disturba.

Abbastanza sfuggente la sensazione retrolfattiva.

Da notare:
1° Posto Birra dell’anno 2015 Cat. 12. Scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione angloamericana.

La quarta ve la racconto un’altra volta…burp!

 

 

 

 

Rochefort 10 di Abbey de Notre dame de Saint Remy

Onestamente una delle più buone birre che ad oggi ho degustato (anche se non è difficile visto che ho appena cominciato..).

Degustazione, tra l’altro, fatta con Kuaska durante la prima serata dedicata alle birre del Belgio. Il che aumenta decisamente la suggestione..

Rochefort 10 di Abbey de Notre dame de Saint Remy.

La versa direttamente Kuaska nel mio bicchiere e subito si nota il colore bruno intenso con riflessi leggermente opalescenti a causa del lievito in sospensione. La schiuma è abbondante, persistente e di un invitante color caffelatte.

È al naso che mi sorprende! Appena avvicino le narici si sprigiona un caleidoscopio di sensazioni olfattive. Un capolavoro!

Profumi netti ed intensi di banana, frutta secca, fichi, mandorla amara, caffè tostato, liquirizia e pepe. Ma anche malto fortemente liquoroso, con un accenno di cioccolato e burro, e soprattutto un’intensa nota fruttata che anticipa le meraviglie del gusto.

Gusto che aggredisce con un sorprendente calore alcolico (warmy) il quale, sommato al corpo morbido e velato di lievito, soprattutto al secondo assaggio, dopo aver versato dentro al bicchiere un dito del fondo della bottiglia, contribuisce all’intensità di questa birra sensazionale.

Superato lo shock iniziale, si sprigiona in bocca una serie interminabile di sapori, tutti perfettamente bilanciati e articolati in modo da non sovrapporsi e, allo stesso tempo, non scomparire mai del tutto; una vera e propria macedonia di frutta candita, imbevuta di liquore e caramello, con un sentore piccante di spezie, liquirizia e cannella.

La presenza del malto è estremamente piacevole, e nel finale, sorprendentemente secco, ritorna una leggera nota amarognola e affumicata. Il retrogusto è generosissimo donandomi una sensazione retrolfattiva di grande persistenza.

Un’autentica meraviglia brassicola, una di quelle birre che non smetterei mai di bere, almeno fino a quando si può reggere la sua generosa alcolicità.

Gitarella in Alsazia…

Da una gitarella a Strasburgo porto con me queste alsaziane…non vedo l’ora di degustarle.

La prima è una Pils di Artzner, microbirrificio di Strasburgo.


Bellissimo colore giallo dorato, non perfettamente limpido, schiuma soffice di color bianco e di buona persistenza.

Al naso è di media intensità e maltosa.

In bocca è fresca ed equilibrata. Sul finale torna la nota amara del luppolo.

Ottima pils da gustare a tutto pasto.

La 00seconda è l’Alsacienne “Sans Culotte”!

Alsaziana bruna ad alta fermentazione rifermentata in bottiglia.

Il colore marrone scuro e la abbondante schiuma color cappuccino mi evocano subito le migliori ALE della zona.

Al naso è maltosa, percettibili note di liquirizia e ciliegie, nel finale note tostate di caffè..ricorda molto il “Pain d’épices” che si trova nelle migliori boulangerie di Strasburgo.

In bocca conferma quanto evocato dall’olfatto, con le note dolci del malto in attacco, le spezie che tornano nel finale ma anche l’amaro del luppolo.

Molto calda e dal corpo robusto, sembra abbracciarti e coccolarti con alcool e spezie, ideale in una giornata come quella di oggi..degustandola affacciati a guardar fuori mentre una copiosa e silenziosa nevicata sta ricoprendo la città.

Davvero equilibrata..mi piace molto..