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Monument Blau, 3.700 a.c., la prova certa dell’esistenza della birra.

L’evolversi delle colture agricole ha portato quasi per caso alla scoperta della birra e il primo reperto storico che ci da una prova “documentata” dell’uso e della produzione della birra è il “Monument Blau” (conservato al British Museum), dal nome dell’archeologo francese A. Blau, che ha rinvenuto questa tavoletta vicino al fiume Eufrate, fine ‘800.

Una tavoletta di pietra scolpita che mostra la figura di uomini che donano agli dei della Birra (non si capisce in realtà se siano doni o oggetti di transazione). Questa pietra è ricondotta all’epoca predinastica sumerica e risale al 3.700 a.C.

Si attribuisce quindi alla terra mesopotamica l’origine della nostra birra e sembra che questa bevanda avesse un’importanza fondamentale in quanto veniva utilizzata anche come salario giornaliero per i lavoratori (3 litri al giorno).

Ovviamente la Birra di cui si parla non è la bevanda che conosciamo ma una bevanda a base di cereali fermentati chiamata con il termine sumero “se-bar-bi-sag” (ossia, “colui che vede chiaro”).

Dall’esame di altre tavolette d’argilla sumere, risalenti a questo periodo, si deduce come a quei tempi veniva preparata la birra, con mortai a mano e lunghi pestelli di pietra venivano pestati orzo e spelta, dalla farina che se ne ricavava si creavano pagnotte di varia misure che venivano successivamente cotte in forni di terra.

Una volta cotti questi pani venivano spezzati sbriciolati e miscelati con l’acqua, lasciati poi a fermentare.

Le differenti sfumature cromatiche della birra erano dovute al vario grado di cottura delle “pagnotte da birra”: più erano bruciacchiate più la birra risultava scura. La diffusione del “se-bar-bi-sag” (in seguito i Babilonesi chiameranno “siraku”) coinvolse tutti i popoli mesopotamici e anche tutte le classi sociali inoltre veniva utilizzata dai sacerdoti durante i sacrifici religiosi, come salario, ma anche in medicina.

La birra ed il Codice di Hammurabi.

Nel 1902 una spedizione archeologia francese scopri tra le rovine dell’acropoli di Susa, ex capitale dell’impero persiano il più prezioso documento legislativo della storia; il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.).

Il corpus legislativo è suddiviso in capitoli che riguardano le varie categorie sociali e di reati a abbraccia quasi tutte le situazioni dell’ umano convivere del tempo.

La grande rivoluzione da esso apportata, sebbene esistano tavolette e frammenti legislativi più vecchi, fu il fatto di essere pubblicamente consultabile cosi da rendere consapevole lo ius e le leggi che regolano la vita e la città, cosi come le conseguenti pene in caso di infrazione del codice, basata sulla famosa “legge del taglione”.

Tra le innumerevoli leggi se ne trovano alcune inerenti al consumo, vendita e produzione della birra:

Lex $108: Se una taverniera tenutaria di una taverna non accetta frumento secondo il peso lordo per il pagamento della birra, ma prende denaro, o se ricevendo il frumento, annacqua la birra, sia condannata e gettata nell’acqua.

Lex $109: Qualora cospiratori s’incontrino nella casa di una taverniera tenutaria di taverna, e questi cospiratori non sono catturati e consegnati alla corte, la taverniera tenutaria di taverna sia messa a morte.

Lex $110: Qualora una sacerdotessa apra una taverna, o entri in una taverna per bere, questa donna sia arsa viva.

Lex $111: Qualora una tenutaria di locanda serva a credito 60 Ka (unita di misura non conosciuta) di birra, ella riceva 50 ka di frumento al tempo del raccolto.